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Patto Asilo e Migrazione: cosa cambia con il DL 100/2026

Immagine del redattore: Simona
Simona
21 ago
Tempo di lettura: 2 min

Il decreto-legge n. 100/2026, convertito senza modifiche dalla legge n. 145/2026, avvia il primo adeguamento dell’ordinamento italiano al nuovo Patto europeo su migrazione e asilo. Le norme europee sono applicabili dal 12 giugno 2026; il decreto interviene soprattutto su accoglienza, procedure di asilo, controlli alle frontiere e organizzazione degli uffici.


Principali novità


Una delle novità che incide più direttamente sulla vita delle persone richiedenti asilo riguarda il lavoro.

Il termine per poter lavorare passa da 60 a 90 giorni, calcolati dalla formalizzazione della domanda, purché la procedura non sia conclusa e il ritardo non sia attribuibile alla persona interessata. Si tratta di un allungamento significativo del periodo di attesa, che può rendere ancora più difficile il raggiungimento dell’autonomia economica e abitativa.


Cambia anche la documentazione rilasciata durante la procedura.

Alla registrazione della domanda è previsto un documento nominativo, con codice unico di identità e fotografia; alla formalizzazione viene rilasciato il documento che attesta la condizione di richiedente protezione internazionale. Nella fase transitoria, fino al 31 ottobre 2026, questure e uffici di polizia di frontiera restano competenti per manifestazione di volontà, registrazione e formalizzazione delle domande.


Il decreto dà inoltre attuazione alle nuove procedure alla frontiera.

Per alcune domande esaminate con procedura di frontiera può essere disposta l’autorizzazione a risiedere in un luogo specifico; in presenza dei presupposti previsti dalla legge possono essere applicate misure alternative al trattenimento o il trattenimento stesso. La procedura di frontiera deve concludersi, di regola, entro dodici settimane. I provvedimenti che limitano il luogo di dimora sono soggetti a una valutazione individuale, devono essere motivati e possono essere impugnati.

Un altro capitolo importante è quello degli accertamenti iniziali alle frontiere esterne: identificazione, controlli di sicurezza, fotosegnalamento, valutazione dello stato di salute e delle vulnerabilità.

Il Ministero dell’Interno, con il coinvolgimento delle prefetture, è chiamato a sostenere gli aspetti di accoglienza e a predisporre linee guida anche con il contributo delle organizzazioni interessate.

Il decreto rafforza inoltre l’interconnessione dei sistemi nazionali con Eurodac, la banca dati europea che utilizza dati biometrici.


Sul piano organizzativo, sono previste fino a 24 ulteriori sezioni delle Commissioni territoriali per le procedure accelerate alla frontiera, nonché assunzioni temporanee per potenziarle nel 2027 e 2028.

Vengono istituiti anche uffici per lo smaltimento dell’arretrato presso le sezioni specializzate in immigrazione dei tribunali.



Questa è una prima fase dell’attuazione italiana del Patto: restano da definire altri passaggi legislativi e operativi. Per ANOLF Como sarà essenziale continuare a informare le persone migranti in modo accessibile, monitorare l’applicazione concreta delle nuove norme e tutelare l’effettività del diritto di asilo, dell’accoglienza dignitosa e dell’accesso al lavoro.


Nota: il testo offre una panoramica informativa e non sostituisce una consulenza legale individuale.


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