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Famigliari di cittadini italiani: diritti e procedure in provincia di Como

Immagine del redattore: Simona
Simona
28 ago
Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 3 set

Quando un cittadino straniero è famigliare di un cittadino italiano, il legame di parentela può dare diritto a un titolo di soggiorno per motivi familiari. Ma attenzione: non tutti i parenti rientrano automaticamente e, per figli maggiorenni e genitori, è spesso necessario provare il requisito del “carico” economico.


Status del cittadino italiano

La prima domanda da porsi è: il cittadino italiano ha esercitato il diritto di libera circolazione in un altro Paese dell’Unione europea?

  • Se sì, si applica il regime previsto per i familiari di cittadini UE: carta di soggiorno di famigliare di cittadino dell’Unione, valida cinque anni.

  • Se no, cioè se il cittadino italiano ha sempre vissuto stabilmente in Italia, al famigliare non UE è rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di famiglia, valido cinque anni, rinnovabile e convertibile in permesso per lavoro.

La legge applica infatti regole diverse al cittadino italiano “mobile” e al cittadino italiano “stabile”. Un viaggio turistico all’estero non è sufficiente: la mobilità deve essere reale, ad esempio per lavoro, studio o residenza in un altro Stato UE. Art. 23 del D.Lgs. 30/2007


Quali famigliari rientrano?

Nel regime famigliare rientrano:

  • il coniuge;

  • il partner di unione civile registrata;

  • i figli diretti sotto i 21 anni;

  • i figli maggiorenni, propri o del coniuge, se sono a carico;

  • i genitori e gli altri ascendenti diretti, se sono a carico;

  • i genitori del coniuge, se sono a carico.

La formula “a carico” non significa semplicemente che il famigliare riceve ogni tanto un aiuto economico. Occorre dimostrare che, nel Paese d’origine o di provenienza, quella persona dipendeva materialmente dal cittadino italiano o dal suo coniuge per soddisfare le esigenze essenziali di vita. La valutazione è concreta e individuale. Chiarimenti della Commissione europea sul familiare a carico


Il coniuge di cittadino italiano

Il coniuge non UE può ottenere il permesso per motivi famigliari o, nel caso di cittadino italiano che ha esercitato la mobilità UE, la carta di soggiorno.

Sono normalmente necessari:

  • passaporto valido;

  • documento del coniuge italiano;

  • certificato o estratto dell’atto di matrimonio;

  • prova della residenza e dello stato di famiglia;

  • prova dell’indirizzo e, se richiesta, della convivenza;

  • eventuale precedente permesso di soggiorno;

  • fotografie e ricevute richieste per la pratica.

Se il matrimonio è stato celebrato all’estero, il documento deve essere valido per l’uso in Italia: a seconda del Paese possono essere necessari apostille o legalizzazione e traduzione in italiano. Il rapporto deve essere effettivo: un matrimonio esclusivamente strumentale al soggiorno può comportare il rigetto o la revoca del titolo.


Figli di cittadino italiano

Il figlio di cittadino italiano può essere italiano dalla nascita. In questo caso non deve chiedere un permesso di soggiorno: occorre invece verificare il riconoscimento della cittadinanza, la trascrizione dell’atto di nascita e il rilascio dei documenti italiani.

Se il minore non è italiano (ad esempio è il figlio del coniuge straniero) può accedere al titolo familiare. Per i figli minori è importante preparare anche l’eventuale consenso dell’altro genitore, i documenti sull’affidamento e l’atto di nascita completo.


Il compimento dei 18 anni non esclude automaticamente il diritto al soggiorno familiare. Tuttavia, dopo i 21 anni, non basta dimostrare di essere figlio o figlia del cittadino italiano: occorre dimostrare di essere effettivamente a carico.

Il caso riguarda, per esempio:

  • il figlio maggiorenne straniero di un cittadino italiano;

  • il figlio maggiorenne del coniuge straniero di un cittadino italiano;

  • il figlio maggiorenne che viveva con la famiglia all’estero e non dispone di mezzi autonomi sufficienti;

  • il figlio che studia, è disoccupato o non è in grado di mantenersi, purché la dipendenza economica sia reale e documentabile.

Attenzione: se il figlio maggiorenne è figlio biologico di un cittadino italiano, la prima verifica deve sempre riguardare la possibile cittadinanza italiana per nascita. Il permesso di soggiorno riguarda soprattutto figli del coniuge, figli adottivi o situazioni nelle quali la cittadinanza italiana non è stata acquisita o riconosciuta.

Per dimostrare il carico economico possono essere utili:

  • bonifici o rimesse inviate con continuità prima dell’ingresso in Italia;

  • ricevute di trasferimenti di denaro;

  • documenti su reddito, pensione o assenza di reddito del figlio;

  • certificati di studio, disoccupazione o condizioni di salute;

  • documentazione sulla composizione del nucleo familiare nel Paese d’origine;

  • dichiarazioni delle autorità locali o consolari, se disponibili.

Una semplice dichiarazione della famiglia non basta. La Questura può chiedere elementi che dimostrino come il sostegno economico fosse necessario già prima del trasferimento in Italia.


Genitore di cittadino italiano

Il genitore straniero di un cittadino italiano minorenne residente in Italia ha una tutela particolarmente forte. Può chiedere il permesso per motivi familiari anche se non dispone di un precedente titolo di soggiorno valido, a condizione di non essere stato privato della responsabilità genitoriale. Art. 30 del Testo unico immigrazione

Per il genitore di un figlio italiano maggiorenne, invece, va generalmente dimostrata la dipendenza economica. Sono quindi importanti le prove del sostegno economico, della mancanza di mezzi adeguati nel Paese d’origine e della necessità di essere assistiti dalla famiglia in Italia.


Suoceri di cittadino italiano

Anche i genitori del coniuge straniero possono rientrare tra i famigliari tutelati. È un caso spesso trascurato, ma previsto dalla disciplina europea e ripreso dalla normativa italiana sui famigliari di cittadino italiano.

Esempio: una cittadina italiana è sposata con un cittadino non UE. I genitori di quest’ultimo (quindi i suoceri della cittadina italiana) possono chiedere il titolo famigliare se dimostrano di essere ascendenti diretti a carico del coniuge.

Il rapporto di parentela deve essere dimostrato con una catena documentale completa:

  1. atto di nascita del coniuge straniero, con indicazione dei suoi genitori;

  2. certificato di matrimonio o unione civile con il cittadino italiano;

  3. documenti che dimostrino la dipendenza economica dei genitori;

  4. passaporti e documenti anagrafici;

  5. traduzione e legalizzazione/apostille dei documenti esteri, quando necessarie.

Per i genitori del coniuge non basta, quindi, essere “suoceri” di un cittadino italiano. Occorre provare che dipendono realmente dal figlio o dalla figlia e che il sostegno ricevuto è necessario per vivere.

Fratelli, sorelle, cognati e altri parenti collaterali non hanno invece un diritto automatico al titolo familiare: il loro caso richiede una verifica specifica.


Divieto di espulsione e necessità del permesso

Lo straniero convivente con il coniuge italiano o con parenti italiani entro il secondo grado beneficia di una protezione contro espulsione e respingimento. Tuttavia, questa tutela non sostituisce la domanda di permesso: bisogna regolarizzare la posizione con il corretto titolo di soggiorno. Art. 19 del Testo unico immigrazione


Che cosa significa davvero "a carico"?

La condizione di carico non coincide con il famigliare fiscalmente a carico in Italia e non si prova con l’ISEE. Significa che il famigliare, considerate le sue condizioni economiche e sociali, aveva bisogno di un sostegno materiale per le necessità essenziali nel Paese dal quale proviene.

Conviene quindi raccogliere documenti anteriori alla domanda:

  • rimesse regolari e tracciabili;

  • estratti conto;

  • ricevute Money Transfer;

  • documenti su pensione insufficiente o assenza di reddito;

  • certificati medici, se rilevanti;

  • prove dell’assenza di altri famigliari in grado di prestare assistenza;

  • dichiarazioni di mantenimento, accompagnate da prove oggettive.


A Como: kit postale o Questura?

La domanda ordinariamente parte con il kit postale, da presentare aperto presso uno Sportello Amico di Poste Italiane. Il kit riguarda anche:

  • il permesso per famigliare di cittadino italiano che non ha esercitato la mobilità UE;

  • il permesso per motivi famigliari ex art. 19 del Testo unico (straniero che convive stabilmente con parenti entro il secondo grado o con il coniuge di nazionalità italiana);

  • la carta di soggiorno per famigliare di cittadino UE o italiano “mobile”.

Dopo l’invio, Poste rilascia la ricevuta e comunica l’appuntamento presso l’Ufficio immigrazione della Questura di Como per fotografie, impronte digitali e verifica degli originali.

Che cosa accade in caso di separazione, divorzio o decesso?

La fine del matrimonio o dell’unione non comporta sempre e automaticamente la perdita del soggiorno, soprattutto quando vi sono figli, affidamento, diritto di visita, lunga durata del rapporto o altri presupposti autonomi. È però necessario verificare subito il caso e, quando possibile, aggiornare o convertire il titolo.

Durata e diritti

Il permesso per motivi famigliari del familiare di cittadino italiano “stabile” dura cinque anni, è rinnovabile e può essere convertito in titolo per lavoro. La carta di soggiorno del famigliare di cittadino italiano che ha esercitato la mobilità UE dura anch’essa cinque anni.

Il titolo famigliare consente di lavorare, studiare, accedere ai servizi previsti dalla legge e costruire un percorso di vita stabile in Italia.


ANOLF Como può assisterti nella verifica preliminare del caso, nella raccolta dei documenti, nel controllo di traduzioni e legalizzazioni e nella compilazione della pratica. Per i casi di figli maggiorenni, genitori e genitori del coniuge, una verifica prima di inviare il kit è particolarmente importante.

Rivolgiti ai nostri sportelli negli orari e nelle modalità indicate qui.

Trovi l'elenco dei documenti necessari per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno per famiglia qui.




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